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Pensieri di un Giovane Democratico (di Sinistra) Scafatese !
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PePps













Nato a Scafati. Vive a Scafati.
Laureando in Giurisprudenza all'università
Federico II di Napoli.
Due Passioni: Politica da un lato;
Animazione e Teatro dall'altro;
Eletto Rappresentante degli Studenti del
Liceo Scientifico di Scafati
ha " militato" nell'UDS ( Unione Degli Studenti)
ed in seguito tesserato Sinistra Giovanile dal 1999.
Impegnato nel sociale, in passato con lo scoutismo,
attualmente con associazionismo laico.
Impegnato per anni con diversi tour-operator,
collabora nel settore del turismo,
animazione,sport&spettacolo.
Attualmente impegnato in Teatro con compagnie
ed associazioni senza scopo di lucro.



Antifascismo

«Quest’anno ricorre il  settantesimo
  delle leggi razziali emanate
  dal regime fascista,
  che di fatto prepararono
  l’Olocausto anche in Italia.
  Ricordare gli atti di barbarie
  del nostro passato è  necessario
  per impedire nuove barbarie.
  Non abbiamo dimenticato e
  non dimenticheremo mai la Shoah.
  Non dimentichiamo gli orrori  dell’antisemitismo,
  che è ancora presente e va contrastato
  qualunque forma assuma»

(Giorgio Napolitano, 24-01-2008)


Antimafia



" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
dai nervi cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone


Per uno Stato Laico


Laicità e Civismo 



Primarie SEMPRE!
politica interna
il ritorno di Francischiello
26 maggio 2009
 
Il tormentone pubblicitario di una lotteria istantanea recita: “Ti piace vincere facile?”.
Forse il sindaco Pasqualino Aliberti si è ispirato a questa pubblicità quando ha costruito la propria candidatura al Consiglio Provinciale.
Essendo stato trombato in più di un’occasione negli anni passati, stavolta ha preferito non rischiare.
E così non si è accontentato di farsi ritrarre in decine di manifesti 6x3, di fare il “valletto” a tutte le feste di piazza, di farsi immortalare in vari megaspot video nei quali dichiara di essere il vero padre di tutto quello che si è realizzato a Scafati (dalla costruzione dell’Abbazia di Realvalle fino ai giorni nostri).
Non gli è bastato far distribuire un suo libercolo elettorale persino ai bambini delle scuole elementari, facendo trapelare qualche inconscia nostalgia per i piccoli balilla del Ventennio che fu.
Non gli è bastato fare tutto questo con i soldi dei cittadini di Scafati, spacciando per “comunicazione istituzionale” la più bieca propaganda elettorale.
No, per andare sul sicuro, il nostro sindaco ha fatto in modo che in quasi tutte le 17 liste del centrodestra, nel suo collegio, fossero candidati personaggi non autorizzati neppure a votare per se stessi.
E poi, siccome ama esagerare, ha dato disposizione di esporre i suoi manifesti elettorali a tutti coloro che aspirano a conquistare la sua benevola attenzione: dal parcheggiatore irregolare, al quale ha promesso l’assunzione, al proprietario del palazzotto abusivo, a cui ha promesso il condono, dal libero professionista, al quale ha promesso qualche incarico, al commerciante, a cui ha promesso qualche fornitura a trattativa privata, dall’associazione, alla quale ha promesso il contributo, al guappo, a cui ha fatto intravedere un “occhio di riguardo” per i suoi interessi non sempre leciti.
A che serve tutto questo dispendio di energie (proprie) e di risorse (della collettività)? Non certo a difendere gli interessi degli scafatesi a Palazzo Sant’Agostino.
La partita vera è un’altra: dimostrare che la città è “Cosa Sua”, affermare una concezione padronale e proprietaria del potere, costruire la propria carriera politica e coltivare gli interessi economici dei propri sodali.
Conosciamo già la risposta a questi nostri rilievi: “Ho il consenso degli scafatesi, la città è con me.”
Può darsi. È possibile che il cinico mix di promesse e clientele, di mance e di feste, di annunci e di propaganda possa alimentare, nel breve periodo, le speranze di molti. La ricetta funziona fin dai tempi di Fracischiello, ma ha un limite: non è pensata per cittadini dotati di libertà ed autonomia di pensiero, bensì per sudditi privi di diritti e dignità.
Noi rifiutiamo, con forza e con orgoglio, di considerare ineluttabile questo destino.
Ci rifiutiamo di pensare ai nostri concittadini come a dei “clientes” conquistati a suon di feste e farina (sperando che ci sia risparmiata almeno la forca).
La coalizione di centrosinistra lavora per mettere in campo un’altra idea della politica: quella che guarda al futuro della città e della provincia, al mezzogiorno e al suo ruolo in Europa. Quella che, con la guida del presidente Villani, intendiamo rilanciare nei prossimi cinque anni di governo della provincia di Salerno.
D’altra parte, tutte le realizzazioni vantate come proprie dal nostro novello Francischiello sono frutto del lavoro responsabile e lungimirante del centrosinistra: dai lavori di Via Martiri d’Ungheria alla pista ciclabile lungo il Sarno, dal piano per la reindustrializzazione della ex Copmes al bando per il primo lotto del PIP, dall’accesso ai fondi di PIU Europa all’acquisizione della Manifattura Tabacchi.
Cosa ha fatto, di nuovo ed originale, l’amministrazione Aliberti in questo primo anno di governo?
Ha girato un po’ di cartelli stradali, ha cambiato due o tre comandanti dei vigili urbani, ha generato sei mesi di ingorghi e, alla fine, è tornata allo stesso piano traffico e allo stesso comandante di cinque anni fa.
Ha assunto, a spese della collettività, un numero imprecisato di persone per svolgere altrettanto imprecisate funzioni nello staff del Sindaco.
Ha spruzzato deodorante sulle acque del Sarno per diverse decine di migliaia di euro.
Sta per affidare ad una impresa esterna, per una durata minima di 9 (nove!!!) anni, la gestione di tutti i tributi comunali, con un costo che potrebbe essere da 2 a 4 volte più alto di quello applicato in altre città.
E poi, ha fatto le feste. Tante, ben organizzate, molto partecipate e profumatamente pagate con i soldi degli scafatesi.
Ma siamo proprio sicuri che le feste non siano un modo, subdolo ed indolore, per “fare la festa” a questa città?

* I partiti della coalizione di centrosinistra
POLITICA
Per una Scuola Pubblica di Qualità !
6 maggio 2009

 
diritti
il futuro è convivenza
1 aprile 2009
Se non sei italiano, oggi, nel mio paese, devi aver paura.
Se non sei italiano devi fare attenzione, di notte così come di giorno.
Se non sei italiano, o magari lo sei, ma non "come loro", stai attento, per le strade di Roma così come per i quartieri di Napoli, all'uscita di un locale o all'entrata della facoltà.
Se non sei "come loro" potrebbero non gradire la tua presenza, la tua stessa esistenza.
E poco importa se sei un onesto cittadino italiano, residente da anni a Napoli ma "per tua sfortuna" di colore, o magari cittadino del Bangladesh senza permesso di soggiorno, o ancora clandestina della Costa D'Avorio.
Potrebbero insultarti, rivolgerti epiteti razzisti, se sei fortunato.
Magari verrai derubato, ti svuoteranno le tasche dei pochi risparmi.
Molte volte ti prenderanno a cinghiate, a calci e pugni, com'è successo a Marco Beyenne in piazza del Gesù al centro di Napoli, altre volte decideranno di spaccarti la testa e ferirti il volto "a suon di bottigliate", lasciarti sanguinare a terra e scappare, consapevoli che non denuncerai mai, per paura o perchè clandestino, come per Abul Kashem in via Tor Pignattara, Roma.
Episodio, quest'ultimo, di cui veniamo a conoscenza solo ora, una settimana dopo l'aggressione.
Di tante altre abbiamo saputo ben poco e sempre meno sapremo.
Come l'aggressione psicologica subita dalla povera madre clandestina della Costa D'Avorio, Kante, protagonista indiscussa di una sporca iniziativa senza precedenti.
L'ossessionato rispetto di una crudele "legge" applicata prima ancora di diventare tale.
L'applicazione di una "legge" non ancora in vigore. Un abuso inspiegabile.
Non era mai accaduto nel nostro paese che una donna extracomunitaria, presentatasi al pronto soccorso con le doglie, ormai prossima al parto, venisse segnalata per l'identificazione, quindi denunciata e impossibilitata nell'allattamento del figlio.
Purtroppo non sarà l'ultimo episodio. Far morire una donna clandestina di parto "perché non può andare in ospedale altrimenti i medici la denunciano", potrà diventare ordinaria amministrazione, ordinaria follia.

E' la triste realtà del nostro paese: in un mondo globalizzato caratterizzato da processi di reciproca contaminazione, dove le possibilità di spostamento sono accresciute, l'Europa diventa sempre più un continente multiculturale, multietnico e multireligioso, l'Italia sempre più razzista.
E' una questione di mentalità, il futuro è convivenza.


Buon fine settimana,

Peppe Somma.
SOCIETA'
Chiediamo l'istituzione del Forum dei Giovani
2 marzo 2009
L’incontro di Giovedì sera -26 Febbraio 2009- nasce dalla necessità di un gruppo di giovani che fanno riferimento al partito democratico, di uscire dal partito stesso, di uscire da una concezione prettamente “partitica” dell’azione politica per incontrare i giovani, incontrare, tutti quei coetanei che vivono gli stessi disagi, le stesse difficoltà in una società e in una città (quale Scafati) minacciata da un pericoloso vento di irresponsabilità politica, cui non mi va di dare un particolare "colore" o  "simbolo".

Più di trenta ragazzi e ragazze si sono riuniti definendosi "interessati", non indifferenti.
Giovani che, a testa e a voce alta, si staccano di dosso l'etichetta del "disimpegno politico" perchè non considerano la politica una “lingua morta” , non la considerano “quell’ affare losco” con cui sporcarsi le mani quanto più tardi è possibile, ma che la considerano una possibilità.
La possibilità di dar voce ai sempre nuovi bisogni e , tramite questi, alle nuove occasioni da costruire inevitabilmente insieme.

Consapevoli che sia l’impegno diretto dei giovani, in politica e nelle amministrazioni a poter determinare il cambiamento e il riscatto delle terre del Mezzogiorno d'Italia, pretendendo gli spazi anche laddove sembrano non esserci, si è deciso di concretizzare una proposta forte e chiara, figlia di un dialogo e di un confronto democratico continuo: la richiesta al capogruppo del Pd in consiglio comunale, Enrico Donnarumma, di proporre in quella sede l’istituzione del Forum dei Giovani, in osservanza alla “delibera del Consiglio d’Europa” rispetto alla partecipazione dei giovani alla vita Comunale e Regionale.

Sentiamo la forte esigenza di essere direttamente protagonisti all’interno della “macchina amministrativa”, di dar vita a questo straordinario organismo di partecipazione diretta alla vita democratica delle istituzioni che riesce a garantire ai giovani che aderiranno la possibilità di contribuire all’organizzazione politica, sociale e culturale della comunità di cui fanno parte, ma soprattutto di contribuire con proprie proposte e pareri consultivi alle decisioni che il consiglio comunale e la giunta dovranno assumere su temi di interesse giovanile.

Attenzione, non siamo di fronte ad una proposta aliena, irrealizzabile, utopica.
Il comune di Scafati è uno dei pochi in provincia ad esserne ancora sprovvisto.
Mi viene in mente il Forum dei Giovani della città di Fisciano e le interessanti iniziative messe in campo dagli amici del centro universitario.

In caso di approvazione della nostra proposta verrà istituito immediatamente (così come da regolamento) un apposito Ufficio presso il quale presentare domanda per l’ammissione a socio del Forum che darà diritto ad una “tessera sociale” costituita dalla Carta Giovani, uno “strumento” di indispensabile importanza, non trasferibile e che dà diritto ad usufruire dei servizi del forum nel rispetto del regolamento, a partecipare alle attività dello stesso, usufruire degli sconti e delle agevolazioni concordate dal Comune di Scafati con associazioni, esercizi commerciali, strutture sportive, librerie che conferiscano ai giovani servizi funzionali al loro benessere, ma soprattutto, stiamo studiando la possibilità effettivamente realizzabile di istituire in connessione a tale carta una particolare forma di Mini-Credito per tutti quei giovani che non hanno la possibilità di far fronte con disponibilità immediata al pagamento delle tasse universitarie.
Tale Carta Giovani dovrà essere gratuita o comportare un minimo costo simbolico qualora l’Assemblea del Forum lo riterrà opportuno.

Da regolamento la Giunta comunale sarà tenuta ad assicurare al Forum una sede sociale, di cui potranno usufruire tutti i giovani dai 14 ai 29 anni che aderiranno senza alcun tipo di distinzione e che andranno a comporre i relativi organi sociali: l’Assemblea, il Consiglio e verrà democraticamente eletto un Presidente.

Ogni anno l’amministrazione comunale, nell’atto di approvazione del bilancio preventivo, dovrà assegnare al capitolo intitolato “Forum dei Giovani” un apposito fondo destinato alle politiche giovanili e , in particolare, al finanziamento delle iniziative e delle attività fissate dall’Assemblea del Forum.

Numerose sono le iniziative che avrei in mente e che sarebbero sacrosante in questo contesto storico (basti pensare a manifestazioni culturali a difesa della Costituzione e della Laicità dello Stato), ma credo sia necessario prima sperare nel buon esito della proposta, quindi nel buon senso dell'amministrazione.

Clicca qui (Mezzostampa) o qui (La Città) per saperne di più sull'incontro.

Vi terrò aggiornati,
a presto,
Peppe.

diari di viaggio
dopo un anno
28 dicembre 2008
Questo blog, qualche giorno fa, ha festeggiato, nel silenzio, il primo compleanno.
Esattamente  il 20 Dicembre 2007 ho aperto un diario, con l'intento di creare uno spazio veramente libero su cui raccontare, senza freni, giorno dopo giorno, pensieri e parole di un giovane democratico (di sinistra) scafatese.
Una 60ina di post. Più di 35mila visite. Tanti interessanti commenti.

Dalle parole di Gramsci alla costituzione di un nuovo partito, di una nuova giovanile.
Passando, pian piano, per la corda stretta ferocemente al collo di Saddam, per l'assassinio di Benazir Bhutto, per le morti sul lavoro, per le tante tristi pagine di cronaca, per gli attentati alla laicità dello Stato, ai diritti civili, alla Costituzione.
Nel costante ricordo dell'Olocausto, il più grande sterminio di vite umane di tutti i tempi, nel ricordo delle vittime del terrorismo, delle vittime di mafia.
Nella convinta direzione dell'antifascismo, dell'antimafia, dell'anticamorra, dell'anticlericalismo, del pacifismo.
Passando, poi, per una campagna elettorale tanto importante quanto difficile.
Molti , desistendo, salivano sul barcone dell'antipolitica, qualcun'altro resisteva preoccupandosi di lavorare per il cambiamento, il rinnovamento, la restaurazione politica del partito, del Paese.
Il "yes, we can" americano, divenne presto un "Si può fare". 
In Italia, a Scafati.
Tante contraddizioni, tante ambiguità e poca, troppo poca trasparenza.
Molti "inciuci", tanto odio personale, poca, troppo poca politica.
Poi, la sconfitta, preoccupante, pericolosa, ma prevedibile.
Per l'Italia, per Scafati.

Care cose,
Peppe.

politica interna
la strada è ancora lunga e in salita
20 novembre 2008
Mi rivolgo a quanti, come me, hanno guardato con interesse e, forse,  sproporzionata passione politica al processo di formazione (giunto ormai al traguardo) dell'organizzazione giovanile del Partito Democratico.
A quanti hanno creduto necessario il cambiamento, il rinnovamento di una politica che "puzzava di antico" e nel Pd quale strumento per garantire meritocrazia, legalità e trasparenza.
Mi rivolgo a quanti hanno sperato che i tempi della politica "trattata", decisa tra pochi in base al principio "questo a me e quest'altro a te " fossero finiti, o almeno non riguardassero i giovani.
A quanti hanno creduto (anche solo per un attimo) che le "primarie" del 21 ("quelle" di domani per intenderci) sarebbero potute essere caratterizzate da candidature VERAMENTE libere, diventando l' occasione storica per la chiamata alle urne di ragazzi e ragazze, giovani e giovanissimi, che finalmente avrebbero potuto scegliere DIRETTAMENTE i propri rappresentanti alle Assemblee regionali e nazionale.
Mi rivolgo a quanti, come me, provenienti dalla straordinaria e a tratti sofferta esperienza della Sinistra Giovanile hanno davvero sperato nella formazione di una nuova organizzazione, frutto non del mero accordo tra strutture ed aree preesistenti, ma del confronto democratico tra giovani provenienti da tutte le realtà, politiche e non, singole ed associative, laiche e cattoliche, mossi da un unico intento: costruire le basi di una "nuova politica", chiedendo a voce alta discontinuità rispetto al passato e diritto di partecipazione alle scelte fondamentali !
Mi rivolgo a quanti hanno guardato e tutt'ora guardano con sincera gratitudine "chi ha ricoperto importanti ruoli in passato", ma che disprezzano, nauseati, il loro becero tentativo di "scegliere a tavolino" i propri eredi nella giovanile.
A quanti hanno creduto, anche solo per un attimo, di potersi lasciare alle spalle tecniche, modalità e strumenti poco trasparenti, vecchie logiche che nulla hanno a che fare con la politica e con la democrazia.

A tutti voi, cari amici e compagni che ci avete creduto e che, nonostante tutto, continuate a crederci, dico, molto umilmente, che la strada è ancora lunga, buia e in salita.
Nella speranza di percorrerla sempre serenamente, superando, con al "polso la bussola" della coerenza e dell'onestà, i continui ostacoli che mi si presenteranno, mi auguro di non essere capitato in un vicolo cieco.

Un abbraccio democratico,
Peppe Somma.
POLITICA
A lezione di DEMOCRAZIA !
6 novembre 2008


Che bella notte, che indescrivibile emozione, che gran lezione di democrazia !
Mai stato così in ansia nell'attendere "notizie" dall' America.
Mai stato tanto invidioso di un paese, per me, così poco simpatico.
E invece, ho imparato tanto quella notte.
Ho imparato che la "necessità di un radicale cambiamento" rende davvero tutto possibile, ho imparato che in politica può essere premiata la libertà e l'autonomia di pensiero, che la cooptazione e lo "zerbinismo" politico possono essere sconfitti dalla forza delle idee, che la passione e l' entusiasmo giovanile possono avere un ruolo determinante nel dibattito politico di un paese, che quella "giovane linfa" fresca e necessaria, forse, presto, troverà campo fertile anche in Italia, che la scorretta guerra tra correnti, presto, potrà divenire sana competizione democratica, che la politica, un giorno, spero non lontano, potrà "ricominciare ad essere quel che normalmente è nata per essere" : una possibilità.
La possibilità di sognare un mondo diverso e di provare a costruirlo.
Per far ciò non serve che "qualcuno" in Italia interpreti e traduca la lezione americana.
Non ci sarà mai un "Obama" italiano!!!
Basterebbe solo aprire le porte del nostro partito, spalancare le ante di ogni singola sezione del Partito Democratico in "ogni angolo d'Italia" senza chiusure, senza pregiudizi di alcun tipo, senza pretese di superiorità e forse un giorno anche noi potremo dire di aver cambiato il corso della storia politica del nostro paese.
Fino ad allora sarò spettatore entusiasta e diligente di realtà più fortunate, orgoglioso della mia democratica famiglia che nel New Jersey ha dato a Barack il suo contributo.
Ora, come direbbe un caro compagno, "al lavoro e alla lotta" per la costituzione dell'organizzazione giovanile.

A presto,
Peppe Somma

POLITICA
Federico II : La protesta continua !?! Ora il Referendum!
30 ottobre 2008
Ero in una folla oceanica di studenti speranzosi e resistenti provenienti da tutte le facoltà della Federico II, sentivo nel petto quel "friccichio" sessantottino di cui ho sempre letto, di cui ho sempre sentito parlare, ma che non avevo ancora provato, o almeno mai in maniera così forte.
Ero in assemblea alle 11:00/11:20, quando mi arriva " l'sms - conferma" dell'approvazione del decreto Gelmini, altro diktat di un governo cieco, sordo, incapace di fare proposte su un tema delicato come la scuola su cui dovrebbe aprirsi, invece, un confronto ampio nel paese.
Si stava discutendo, si stava sensibilizzando i poco informati, ci si stava confrontando, come solo NOI, studenti danneggiati e mortificati quotidianamente, sappiamo fare.
Ma è stato così bello interromperla quell'assemblea.
Alla notizia dell'approvazione, del "via libera" del Senato all'ennesima legge vergogna di questo autoritario, provocatore e prepotente governo, è partito un corteo spontaneo di un numero indescrivibile di studenti.
Non so quanti potevamo essere in assemblea e quanti, "fisicamente" impossibilitati a parteciparvi, hanno aspettato fuori, il verdetto del confronto studentesco. Di sicuro, so che eravamo tantissimi e che la maggior parte, alla notizia giunta da Roma, aveva le lacrime agli occhi.
Non ho avuto la forza di seguire il corteo, son rimasto lunghi attimi in silenzio, solo, sugli scaloni dell'università, ero incantato, a bocca aperta e con il cuore pieno di gioia!

Cari amici e compagni, è vero, il decreto è "passato", ma in Senato, difficilmente passerà nelle nostre università e nelle nostre scuole; il decreto è ora legge, si, ma nulla è cambiato rispetto alle settimane scorse.
Bisogna "cambiare", ma per migliorare, e solo aumentando le risorse, sostenendo la ricerca, qualificando i processi formativi e garentendo la mobilità, questo potrà avvenire, non con il "de-finanziamento" che, trasformando le università in fondazioni private, decreterà la fine dell'università pubblica.
Stiamo attraversando una fase politica, difficile, preoccupante, ma allo stesso tempo importante.
E' nata in queste settimane una "coscienza di classe" determinante, un'onda anomala che spero arrivi lontano, dipende solo da noi.
Come ha scritto un amico in una significativa lettera, attraversiamo " una fase cruciale della vita del nostro paese, o la democrazia o i manganelli ", al Governo la scelta!

La protesta continua.
Ora il Referendum!

Buone cose,
Peppe Somma.
POLITICA
Roma 25/10/08: Con Saviano contro la Camorra, con il Pd contro questo Governo!
26 ottobre 2008


Cari amici e compagni,
consapevole di non poter "restare a guardare", inerte, l'ennesimo tentativo di attentare alla Carta Costituzionale e alla Democrazia, ho aderito, convinto, senza un minimo di esitazione, alla manifestazione nazionale indetta dal Pd "Salva l'Italia".

Sono appena rientrato a casa, stanco, soddisfatto e protagonista di una delle giornate più belle che la politica mi abbia mai regalato.
Uno "spettacolo meraviglioso per la democrazia", questa giornata romana, in cui ho manifestato, con i compagni di sempre e con i democratici di tutta Italia, il mio sdegno, il mio assoluto dissenso nei confronti di questo Governo "incapace di dichiararsi antifascista" e degli ultimi esilaranti provvedimenti.
Ho "urlato in piazza" le mie "perplessità", mi sono "opposto" all'insensata e imbarazzante l.133 e all'altrettanto dissennata riorganizzazione della scuola primaria e secondaria (decreto Gelmini), volti ad affossare il futuro dei giovani di questo paese, la loro possibilità di "sapere", di "conoscere", di essere liberi.
Ritorno al "maestro unico", conseguente ed inevitabile licenziamento di insegnanti (precari) ed abolizione del "tempo pieno", incidenza del "voto di condotta" sulla media scolastica, "taglio radicale degli investimenti pari a nove miliardi e mezzo di Euro che metteranno in ginocchio il sistema d'istruzione dalle elementari fino all'università", il tentativo di voler trasformare le università pubbliche in fondazioni di diritto privato, quindi inevitabile e malcelato aumento delle tasse universitarie..
Questa riforma non la vogliamo.
Due milioni e mezzo di democratici sono scesi pacificamente in piazza: giovani (tantissimi) vecchi, bambini (piccolissimi ma rumorosi), studenti, insegnati, professionisti hanno urlato il loro NO.
Non la vogliono questa riforma, non possono volerla, e, attenzione, non chiedono nulla di particolare, solo quello che gli è dovuto: sapere, lavoro, diritti, giustizia!

Smettere di calpestare quotidianamente la Costituzione, di mortificare il lavoro della Corte Costituzionale, riproponendo con "strani ed incomprensibili correttivi" norme bocciate perchè chiaramente incostituzionali, nel solo tentativo di creare un'impunità generalizzata contraria non solo all'art 3 Cost, che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, ma in contrasto con i principi della ragionevole durata dei processi ( art 111) e dell'obbligatorietà dell'azione penale (art 112).
Chiedo questo, è forse troppo?
Mi riferisco, ovviamente, al cosiddetto "lodo Alfano", quella "porcata" di provvedimento che sospenderà i processi (per tutti i reati) per le quattro più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente del Consiglio dei Ministri.
No, no e no! Tutto questo mi da nausea, mi imbarazza, sono troppo giovane per poterlo accettare passivamente ed è per questo che, quando in gioco ci sono giustizia, trasparenza e legalità, non concedo sconti: firmerò presto per il referendum, contro il "lodo Alfano", nella speranza di bocciare definitivamente questa criminale pretesa di impunità.
Ora stanchissimo, ma con il cuore pieno di gioia, vado a letto.

Buona Protesta,
Peppe Somma.
POLITICA
Primarie si, primarie no..
13 ottobre 2008
Tanto si è detto, sentito, scritto sui futuri Giovani Democratici.
Vagabondando tra blog, siti, quotidiani e chi più ne ha più ne metta, sono evidenti le diverse "posizioni"..
C'è chi "si convince" dell'inutilità ( o della non necessarietà) delle primarie, quale strumento democratico per la selezione dei ragazzi che dovranno comporre gli organismi a tutti i livelli;
C'è chi, fino a ieri, ha denunciato l'oggettiva mancanza di tempo per un vero confronto, ed ora che, pare siano state (ancora non ufficialmente) posticipate, evidenzia la banalità della "cosa";
chi ha fatto (e continuerà a fare) il possibile per "farle saltare", celando dietro "assurde filosofie" una reale contrarietà e sfiducia, nostalgico di quei vecchi meccanismi, di vecchi e marci sistemi poco trasparenti, fatti sì di tanti contenuti, ma poca, troppo poca legalità, nostalgico di "certi momenti" in cui era data a tutti la possibilità di parlare, magari per ore, ma (molte volte) a pochi, pochissimi, la possibilità di DECIDERE!  (forse perchè era già tutto deciso) !
C'è chi ha criticato, critica e criticherà ancora il Pd, nella persona del suo disorientato segretario, per la poca considerazione che ha mostrato e tutt'ora mostra verso la giovanile ,poi,  al tempo stesso, ne evidenziano la troppa ingerenza per il presunto tentativo di volerla "creare" a sua immagine e somiglianza.. [??]
C'è chi, con un "colpo di bacchetta magica" crea Cpr, chi con un "colpo di arroganza e presunzione" li cancella e chi con un "colpo di culo" spera di rientrarci ;
Chi, pronto per le primarie, comincia la campagna elettorale, stampa volantini, manifesti, organizza iniziative e chi, distratto da "vecchie logiche" , non sa da dove cominciare..
La verità è che c'è una gran confusione, ognuno pensa qualcosa, ognuno ha in mente qualcosa..
In fondo alla lista c'è chi, fuori dai giochi, ma forte di una libertà politica ed intellettuale, cerca di capirci qualcosa.

Premesso che chiunque è libero di pensare, dichiarare e scrivere quel che vuole, credo [ e qui sarò ripetitivo ] che parecchi "aspiranti democratici" temano la democrazia!

Premessa, inoltre, l'effettiva poca trasparenza ed attenzione mostrata dal Pd verso il processo di formazione della giovanile, ritengo che questa sia "già nata" e che sia nata malata.
Nasce malata, perchè non nasce dal basso, non nasce dalle realtà cittadine per poi, pian piano andare a formare i livelli provinciali, regionali e nazionale
.
Ma nasce, un bel giorno, così.
Era allora che ci si doveva "ribellare", era allora che parecchi giovani domocratici avrebbero dovuto far sentiire la propria voce, incazzarsi come bestie, non oggi!
Adesso, contro tutto e tutti (e quindi anche contro un regolamento che ben poco regola) bisogna scendere in campo, bisogna essere pronti a dimostrare a cosa son serviti anni e anni di militanza, di congressi, di manifestazioni, di gioie e di dolori; ci si deve rendere protagonisti di una GIOVANE RESISTENZA DEMOCRATICA, re-agendo politicamente e ri-portando quanti più giovani alle urne e nelle sezioni, ormai semivuote (laddove vi sono). Come?
Anteponendo la credibilità politica e personale di ognuno di noi alla paura di un "flop clamoroso" dettato dall' indifferenza e sfiducia dei Giovani alla politica.
E se mi candidassi?
Mai dire mai!  ;P

Buone Cose,
Peppe Somma.
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aprile