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Pensieri di un Giovane Democratico (di Sinistra) Scafatese !
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PePps













Nato a Scafati. Vive a Scafati.
Laureando in Giurisprudenza all'università
Federico II di Napoli.
Due Passioni: Politica da un lato;
Animazione e Teatro dall'altro;
Eletto Rappresentante degli Studenti del
Liceo Scientifico di Scafati
ha " militato" nell'UDS ( Unione Degli Studenti)
ed in seguito tesserato Sinistra Giovanile dal 1999.
Impegnato nel sociale, in passato con lo scoutismo,
attualmente con associazionismo laico.
Impegnato per anni con diversi tour-operator,
collabora nel settore del turismo,
animazione,sport&spettacolo.
Attualmente impegnato in Teatro con compagnie
ed associazioni senza scopo di lucro.



Antifascismo

«Quest’anno ricorre il  settantesimo
  delle leggi razziali emanate
  dal regime fascista,
  che di fatto prepararono
  l’Olocausto anche in Italia.
  Ricordare gli atti di barbarie
  del nostro passato è  necessario
  per impedire nuove barbarie.
  Non abbiamo dimenticato e
  non dimenticheremo mai la Shoah.
  Non dimentichiamo gli orrori  dell’antisemitismo,
  che è ancora presente e va contrastato
  qualunque forma assuma»

(Giorgio Napolitano, 24-01-2008)


Antimafia



" La mafia non è affatto invincibile.
E' un fatto umano, e come tutti i fatti
umani ha avuto un inizio e avrà anche
una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto
che è un fenomeno
terribilmente serio,
molto grave,
e che si può vincere
non pretendendo l'eroismo
dai nervi cittadini, ma impegnando
in questa battaglia tutte le forze
migliori delle istituzioni.."

Giovanni Falcone


Per uno Stato Laico


Laicità e Civismo 



Primarie SEMPRE!
POLITICA
L'impegno che non deve mai venir meno..
13 marzo 2009
.. è la memoria di tutti coloro che hanno dato la vita per contrastare le mafie!

Il 21 marzo 2009 ribadiamo con forza la voglia di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.
Dimostriamo che c'e' un'Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa a "sopravvivere" ma che vuole vivere, che lotta e s'impegna per affermare la liberta' e la dignita' di tutti.
Dimostriamo che esiste una Campania diversa, ricca di positività, fatta di giovani svegli, insegnanti appassionati, amministratori onesti, cittadini responsabili.

"Persone che prima di chiedersi cosa la società faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la società". (Don Luigi Ciotti)

Tanti giovani di Scafati, sensibili, appassionati, impegnati, non indifferenti, anti-fascisti e anti-mafiosi, sono in fermento.
Mobilitiamoci in massa, QUI il programma dell'intera giornata.

Care cose,
Peppe Somma.

cinema
Gomorra
17 maggio 2008
“Negli ultimi trent’anni la camorra ha ucciso quattromila persone, più di ogni altra organizzazione criminale o terroristica. Più dell’Ira, più dell’Eta, più del terrorismo islamico, più di Cosa Nostra”

“Le vicende a cui assisterete si ispirano a fatti realmente accaduti e che continuano ad accadere nei quartieri napoletani come Scampia e nelle zone del Casertano. Lì, come in altri luoghi, la vita di migliaia di uomini e donne, molti dei quali giovani, è condizionata dal potere criminale e dalla sua violenza”.

Roberto Saviano



<< Un gran bel film, ma "l'opera d'arte" resta pur sempre quella di Saviano >>.
Questo il mio primo commento una volta uscito dalla sala.
Questo il commento della maggior parte degli amici che erano con me.
Di nuovo , quindi, solo le immagini, nude , crude, spietate, ed un dialetto incomprensibile coadiuvato da necessari sottotitoli in italiano.

Garrone, il regista, ha scelto di suddividere la narrazione in cinque vicende, che si intrecciano fino alla fine. Quella del piccolo e tenero Totò, quella triste di Don Ciro e Maria, quella di Franco e Roberto, la storia di Pasquale ed infine quella a tratti esilarante, poi tragica di Marco e Ciro.

Una "scenografia" violenta, altrettanto spietata, in apparenza lontana, ma realmente vicina, troppo vicina.
La provincia di Caserta e quella di Napoli, dove "quasi mai si può scegliere, e quasi sempre si deve obbedire".
Silenzi "assordanti" e sullo sfondo i valori essenziali che, giorno dopo giorno, bambini ed adolescenti, cercano di acquisire, "tentando la sicura strada" della malavita organizzata: potere, sangue e denaro.

La lettura del libro mi "afferrò per la gola, portandomi in un abisso in cui nessuna immaginazione sarà mai in grado di arrivare", le scene del film non hanno fatto altro che calarmi "direttamente" in certe realtà, mettermici di fronte, sentire gli spari sulla mia pelle, avvertire la stessa angoscia e la stessa paura di chi vive in certi quartieri.

Un solo dispiacere.
Ieri sera ho preferito la "piccola saletta" scafatese ai grandi multisala.
Nè a Napoli, nè a Salerno, mi son detto, ma nella mia città, Scafati, con i miei amici, con i miei concittadini.
Avevo piacere ad osservare certe immagini con loro, riflettere, commentarle.
Mi aspettavo una sala colma di gente, piena di giovani, speravo ( ho prenotato i biglietti il pomeriggio per "paura" di restare fuori).
Invece ieri a Scafati, nella stessa sala in cui Boldi e De Sica ogni Natale fanno "il tutto esaurito" da quarant'anni, eravamo una trentina.
Mi son sentito inizialmente uno stupido, poi, poco dopo, orgoglioso di stare lì, anche solo!!!
La camorra mi fa schifo, l'indifferenza e l'omertà molto di più.

Buon fine settimana,
Peppe Somma
SOCIETA'
9 Maggio 1978 - 9 Maggio 2008
9 maggio 2008
Ciao Peppino!



" Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto.
La notte di via Caetani, nel corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato.."


 

Nel ricordo delle vittime di terrorismo, delle mafie e del nazifascismo dilagante..

Care cose,
Peppe Somma.
POLITICA
Io c'ero.
12 aprile 2008


Non credevo potesse emozionarmi, farmi versare addirittura lacrime, ed invece..
E' stata anche questo la manifestazione democratica del Pd a Napoli, in una Piazza Plebiscito satura, entusiasta, esplosiva.
Era forse dalla mia prima partecipazione attiva ad una festa dell'Unità (ero piccolo) che non provavo la stessa emozione, che non avvertivo lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di essere presente.
Io, in quella piazza, in una giornata così importante, avevo il dovere di esserci.
Non mi ha impaurito certo l'idea di mettermi in macchina (anche se accompagnato dalla mia inseparabile spalla), cercare parcheggio e restare ore ed ore in piedi..
Ho seguito l'intera manifestazione accanto agli amici di Pompei, i compagni della Sg di Napoli, ed Antonio Bassolino, a 50 metri dal palco,rimasto tra la gente, tra i giovani, tanti giovani.
E' questa la sfida già vinta. La politica è ritornata nelle piazze, ha ristabilito il rapporto con i cittadini. Questo grazie ad un segretario che non ha inseguito le Tv, ma sono queste che hanno dovuto "corrergli dietro", in tutte le centodieci provincie, sempre "colme di popolo".

L'incubo di Veltroni, la Napoli amministrata per 15 anni dal Centro-sinistra e soffocata dai rifiuti, diventa, grazie al "bagno di folla democratica", stimolo per andare avanti, per voltare pagina.
Un Veltroni che a Napoli, capitale del Mezzogiorno, cita Eduardo: " Ha dà passà a nuttata".
Devono passare i tempi della politica urlata, fischiata.
Devono passare i tempi dei programmi elettorali stracciati in pubblico, meglio leggerli, meglio studiarli, rispettarli, non disattenderli.
Devono passare i tempi dei continui attentati alla nostra Carta Costituzionale, all'unità nazionale, alle riforme, al tricolore.
Un tricolore che "ci emoziona, mentre c'è gente che dall'altra parte si candida a governare il nostro Paese  pronta a sputarci sul tricolore, pronta ad imbracciare i fucili pur di spaccare la nostra nazione", specifica il sempre lucido Massimo D'Alema.
Devono passare i tempi di ministri che amano scendere in piazza e protestare contro lo stesso governo di cui fanno parte.
Devono passare i tempi delle alleanze pre-voto mascherate da Partito Nuovo.
L'unico Nuovo Partito è il Partito Democratico, il resto è "maionese", gli altri "si trascinano ancora dietro la Mussolini".
"Ha dà passà a nuttata", devono passare i tempi di chi considera "eroi" i condannati, "per noi gli eroi sono Falcone e Borsellino".
Tra la folla, in quel mare di bandiere del Pd, spuntano puntuali una decina di cartelli contro i clan della camorra: " i Nuvoletta, i D'Alessandro, i Sarno" etc..
Erano lontani, non vedevo chi teneva alti quei cartelli, potevo solo immaginarlo.
Non potevano che essere loro, i compagni della Sinistra Giovanile, il compagno Gentile, Enzo Pane e gli altri, sempre in prima linea contro le mafie.
Il mio partito, quello per il quale per la prima volta sento il dovere di lavorare sul serio, urla i nomi dei Clan, sposa la "mia causa", l'antimafia, e lo fa in piena campagna elettorale, rifiutando "voti sporchi di sangue", chiedendo di votare altrove, perchè unico nostro scopo è annientarli, annientare il vero cancro del Mezzogiorno: La Camorra.

Ed è nella stessa direzione che Domenica 6 Aprile, presso il CineTeatro Odeon di Scafati, il sindaco di Salerno, Enzo De Luca orienta il popolo democratico scafatese.
Invita i cittadini ad evitare "il possibile" ingresso della camorra nelle istituzioni, prospettando, in caso di vittoria della Destra, il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata.
"Urlare il nome dei Clan" ed evitare che "la spunti la malavita", questo il principale compito del Pd Scafatese.
Poi la replica del candidato del centrodestra che (ovviamente) si difende, i chiarimenti telefonici con il sindaco di Salerno, e la successiva "pace" tra i due.
In tutti i casi, arrivato a Scafati, infiamma la campagna elettorale, la noiosa campagna elettorale, fatta di sole automobili addobbate, "tre-ruote", Camper, "guerra di manifesti", a tutte le ore del giorno e della notte; fatta di "odio personale" tra due candidati di un centro-sinistra suicida e dal chiacchierato "inciucio politico" tra Sinistra Arcobaleno e Pdl..

Significativo il passaggio del candidato alla Camera dei Deputati.
Non certo lo scafatese Guglielmo Vaccaro che, invece di confrontarsi con chi lo spedirà a Roma (io tra questi), si preoccupa di inviare una lettera a tutti i cittadini,  spiegando loro che a Scafati è possibile avvalersi del voto disgiunto, votando consiglieri comunali candidati nelle liste del Pd (ad esempio) ed il sindaco della Sinistra Arcobaleno.
Ora, evitando di commentare nel merito "il consiglio" che "l'onorevole" indirizza ai cittadini, che potrebbero anche condividere, ma che coglioni non sono (mi verrebbe da aggiungere) mi chiedo: Veltroni è a conoscenza di questa esilarante situazione?
Veltroni sa che gran parte dei democratici scafatesi (mi auguro non si innesti questo meccanismo) potranno ( a malincuore) non votare Pd alla Camera perchè infastiditi da comportamenti scorretti?

Invito (per quanto possa essere influente) i miei concittadini a votare il Partito Democratico sia alla Camera che al Senato, pensando non di stare a spedire in Parlamento l'incoerenza, l'ambiguità e la poca trasparenza, ma magari qualche giovane meritevole e Fulvio Bonavitacola che commenta il quadro politico scafatese con queste parole: " Democratico significa essere coerente e rispettoso, democratico significa molte cose, ma a Scafati, oggi, significa che se non vengo scelto, di sicuro non cambio casacca".

Terminata (finalmente) questa imbarazzante campagna elettorale, aspetto tempi migliori.
Ha dà passà a nuttata.
Un Abbraccio,
Peppe Somma.
POLITICA
Non vedo, non sento, non PARLO!
21 gennaio 2008


Si può esultare per una condanna ? La si può "celebrare" ?
Forse nel paese in cui è la magistratura ad essere " agli arresti parlamentari ", si, tutto è possibile!

Se un giono un giudice ti condanna per aver favorito " galantuomini" a loro volta condannati per associazione di tipo mafioso,  sii felice, piangi pure, ma di gioia !
Perche devi sempre pensare al peggio.
Devi sempre pensare che avrebbero potuto anche condannarti per favoreggiamento all' intera organizzazione criminale, e non solo ad alcuni suoi membri;
Per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra;
Insomma per aver favorito la Mafia !!
E spera che manchi quella "prova diabolica" che, altrimenti, ti scaglierebbe contro l'aggravante dell'articolo sette !

Il gioco è fatto.
Hai vinto.
Non sei un colluso !
Sii felice, tranquillo, sereno, e preparati alle folle oceaniche che ti attenderanno sotto casa per abbracciarti e brindare per la tua vittoria.

Li avrai anche sostenuti due o tre " mafiosi ", ma non è colpa tua, non lo sapevi !

E poi che ti frega essere etichettato a vita come un " colluso" ?
Per prima cosa, se ricopri cariche politiche importanti, spetterà a te decidere se dimetterti o restare!
Qualunque cosa tu decida di fare, avrai la solidarietà personale e  POLITICA da parte di tutti.
Ci sarà addirittura chi partirà da Roma, ti raggiungerà e si congratulerà con te per la tua condanna a 5 anni di reclusione!!

Ma forse sono io che della vita non ho capito nulla?
Comincio effettivamente a pensarlo..
Comunque cari amici, cari compagni, cari colleghi laureandi in giurisprudenza,
deluso, "scioccato", amareggiato, vi saluto con le parole di un politico che non avrei mai immaginato di stimare così tanto, come in questo periodo!

" Non serve prendersela con la magistratura che fa solo il proprio dovere.
  Bisogna impedire che si arrivi alla crisi della democrazia.
  L'unica soluzione è quella di mettere a punto un codice etico
  da proporre come patto con gli elettori." ( Antonio Di Pietro )


Un abbraccio,
Peppe.



Il Paese dei paradossi
15 gennaio 2008
In nome dell'ambientalismo, abbiamo creato la più grande discarica a cielo aperto, il più grande disastro ambientale, sotto gli occhi di tutta Europa;
In nome della difesa della salute, si sta mettendo a repentaglio la vita di migliaia di persone;
In nome della legalità, si continua a fare il " gioco" della camorra, che continua a lucrare sui rifiuti !

Viviamo in un paese nel quale assistiamo quotidianamente a vere guerriglie urbane, oggi per l'odio che gli stessi " politici " stanno alimentando nei confronti della città di Napoli, mancando di rispetto e violando l'Art 2 della Giovane, Sana e Robusta Carta Costituzionale su cui hanno giurato e che "oggi" compie sessant'anni!
Un Paese che la Domenica è costretto a chiudere gli stadi.
Un paese nel quale tra concittadini ci si ammazza, ci si fa a pezzetti e rigorosamente gettati nella spazzatura!
Un paese nel quale ancora oggi, quando una donna subisce una violenza, senti assurde e vergognose giustificazioni: "  Non lo sapeva? La prossima volta non metteva la minigonna! " dicono ancora i " virili maschioni italiani"..
Un paese nel quale un Vescovo si indigna, se un sacerdote, mosso da carità cristiana, apre le porte dell'oratorio costantemente vuoto e privo di fedeli cattolici, ai tanti musulmani affinchè potessero pregare inginocchiati verso la Mecca, magari dopo una giornata di lavoro nelle "nostre" fabbriche, luogo nel quale fatichiamo a recarci.
Un Paese nel quale ieri a Treviso, una ragazza 18enne, coordinatrice dell'Uds, solo perchè " fischiettava Bella ciao ", è stata aggredita in un treno, pare da due Militanti di Forza Nuova, chiusa nel bagno, picchiata e, giusto per completare l'opera, costretta a subire due " simpatici disegnini" sul braccio: una Croce Celtica ed il simbolo dell'organizzazione neo-fascista !!!

Ma con quale coraggio diciamo agli immigrati che sono giunti nel "tempio della legalità" ?

Perdonate lo sfogo,
A Presto,
Peppe.
SOCIETA'
Cosa ne pensi ?
11 gennaio 2008
Se una sola piantina di cannabis coltivata sul balcone di casa, fino a ieri, non è stato reato, con la sentenza 841, la Suprema Corte " cambia rotta ".
E' penalmente lecita solo la detenzione, l'importazione e l'acquisto di sostanze stupefacenti ad uso personale ( ex lege ) , non la coltivazione, indipendentemente dalla quantità.
La coltivazione è reato di pericolo, secondo la Cassazione. ( oggi su www.unita.it )

Ora, lungi dal voler criticare un provvedimento della Suprema Corte, pare che, l'unico "pericolo" che la coltivazione di una piantina di cannabis può rappresentare per la società, è quello di provare a svuotare ( in minima parte ) le tasche della malavita organizzata, dal momento che, se ho capito bene, è penalmente lecito, invece, recarsi dal " camorrista di turno" ed acquistare una quantità che la legge considera diretta al consumo personale.
Giusto?
Ho capito bene?

Vi prego ditemi che sbaglio!!

A presto.
Peppe.


SOCIETA'
" Arricchisci la Camorra e metti a rischio la vita tua e degli altri" Don Tonino Palmese
2 gennaio 2008
Non è solo l'incubo rifiuti e i cumuli di spazzatura finiti in fiamme ad occupare le prime pagine di cronaca napoletana del nuovo anno.
Napoli è, da anni, la capitale mondiale dei botti illegali, la "fabbrica più produttiva" dei  pericolosi fuochi di artificio: dopo il " pallone di Maradona", gli " occhi di Bin Laden", il " missile di Baghdad" o " luce splendente", la " testa di Saddam", " a capat' e Zidane", la " Bomba Finanziaria", lo " tsunami", la " Bomba Ratzinger", " la Lecciso", la " Bomba Taricone", e per finire arriva " a cap e Lavezzi", nuovo beniamino dei tifosi azzurri.
Per tutto il mese di Dicembre, nel napoletano, "nascono" come funghi le c.d. " bancarelle " dove richiedere queste "vere e proprie armi" anche dal costo di 600 Euro.
Si, perchè è inutile che credi di trovare le stelline per tuo figlio o magari qualche spara - coriandolo..ti ridono in faccia !!!
Questo perchè " .. gran parte del mercato dei fuochi di artificio è gestito dalla criminalità organizzata; chi acquista botti illegali finanzia le mafie che hanno come finalità il benessere di pochi e la schiavitù di tanti.."; è il solito sensibile, preoccupato, ma mai rassegnato Don Tonino Palmese, responsabile campano dell' associazione Libera. 
Poi si rivolge alle forze dell'ordine " I sequestri di botti vanno intensificati nelle ultime ore; la camorra ha la grande astuzia di uscire allo scoperto all'ultimo minuto, mettendo in vendita i petardi più pericolosi e colpevoli di stragi e disastri".
Ancora " E' la forza dello stare insieme che può determinare un buon auspicio per l'anno nuovo, non l'esplosione dei botti".
E conclude con una frase di Don Tonino Bello " ..Mi raccomando, trattati bene".

Cari amici, non abbiamo inaugurato questo nuovo anno " trattandoci meglio" degli scorsi...
Un morto e quattrocentosettantatre ( 473 ) feriti !!!
A Torre Annunziata un uomo è stato ucciso pochi minuti prima della mezzanotte nella sua abitazione da un proiettile vagante;
Nel Casertano un bambino di 10 anni è stato ferito gravemente alla testa;
A Lamezia Terme, Roma, e Bari cinque uomini hanno subito la totale amputazione della mano;
Un 29enne di Pompei rischia di perdere un occhio;
Appartamenti andati a fuoco;

Insomma,questo il bilancio di un paese che ama definirsi " civile", con una guerra in corso ogni notte di San Silvestro.
Non mi resta che aspettare il 31 Dicembre 2008, e sperare, attraverso i vetri appannati di casa, che si " spari" meno degli anni precedenti..
Vetri assolutamente infrangibili, perchè, si è capito, non si sta tranquilli nemmeno dentro casa!!



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